
Con un emendamento trasversale dell’ultimo momento alla Finanziaria 2012, a firma Pdl, Pd, Lega, Udc e Gruppo Misto, i Consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia hanno “blindato” l’assegno vitalizio e l’indennità e introdotto nuovi privilegi. L’Italia dei Valori si è opposta con durezza a questa operazione trasversale, presentando un contro-emendamento per abrogare totalmente e da subito i vitalizi e le indennità di fine mandato, bocciato però dal resto dell’Aula.
L’emendamento sui vitalizi, presentato in aula all’ultimo momento e illustrato furbescamente dai presentatori come fosse un taglio, è in realtà un aumento dei costi della politica e dei privilegi, non certo la loro cancellazione. Visto il momento storico di forte crisi in cui versa l’Italia, con che credibilità si porrà ora la nostra Regione nei confronti dei cittadini e del Governo Monti, se invece che abrogare una delle più clamorose ingiustizie di questo Consiglio regionale in maniera netta e senza trucchi, si sono addirittura aumentati i costi della politica regionale?
Con questo maxi-emendamento vengono inanzitutto slegate sia l’indennità dei consiglieri regionali che le spese a disposizione dei Gruppi consiliari da quelle dei parlamentari che a seguito delle manovre del governo Monti avrebbero subito un ingente taglio, legandole invece all’indennità dei consiglieri regionali che veniva percepita l’1 gennaio 2011, quando cioè la busta paga dei Consiglieri regionali era un po’ più alta dell’attuale. Una “messa in sicurezza” da nuovi tagli nazionali dell’indennità e dei soldi a disposizione dei gruppi Consiliari.
Abbiamo cercato di contenere la rimodulazione all’insù presentato un subemendamento che indicizzava l’indennità a quella attualmente in vigore, più bassa, ma senza esito positivo: l’emendamento è stato infatti bocciato da PDL, PD, Lega, UDC e Gruppo Misto (eccetto FLI). Ma l’aver slegato l’indennità dei Consiglieri da quella parlamentare e averla definita all’importo in vigore al 1 gennaio 2011, ha un effetto diretto anche sui vitalizi di chi è già in pensione e di chi ancora deve andarci: evitare che anche questi siano adeguati ai tagli romani.
Viene inoltre introdotta la possibilità per i Consiglieri regionali di optare o meno per il sistema contributivo a partire dalla prossima legislatura - evitando quindi, se vogliono, di versare la quota richiesta -, nonché la facoltà di farsi restituire tutto quanto versato, prima di iniziare a godere del vitalizio: una nuova discriminazione rispetto ai normali cittadini (che non possono fare un’analoga scelta ma sono obbligati dal sistema a versare i contributi).
Abbiamo proposto un contro-emendamento che cancellava totalmente vitalizi e indennità di fine mandato, recuperando i contenuti della proposta di legge già depositata ad agosto 2010 e bloccata dagli altri gruppi al “tavolo sui costi della politica”. L’emendamento è stato però bocciato trasversalmente da tutta l’aula.
La cosa più grave è però la conseguenza che produce questa norma. Nel poco tempo concessomi dal presidente, ho denunciato che andando a modificare la legge sull’assegno vitalizio si fa decadere definitivamente il referendum abrogativo, proposto da un comitato di cittadini di questa regione, che attualmente è all’esame del Tar per il ricorso sull’innammissibilità decretata proprio dal Consiglio regionale, con la contrarietà di IDV e pochissimi altri. In questo modo i Consiglieri regionali hanno eliminato quello che per loro rappresentava un problema non indifferente e questo è molto grave perché cancellano uno strumento democratico previsto dal nostro Statuto andando deliberatamente contro la volontà espressa dai cittadini. Un voto che avevo chiesto ai colleghi del PD di non fare, proprio a salvaguardia delle regole base di uno Stato di Diritto, richiamando la battaglia fatta congiuntamente in Parlamento da IDV e PD, contro la volontà dell’allora governo Berlusconi di far saltare il referendum contro il nucleare. Richiami risultati, alla fine, vani.
Le altre forze politiche avevano preteso un tavolo tecnico-politico dove ricondurre la discussione di tutti i provvedimenti di legge sui costi della politica, a partire da quello che sopprimeva proprio i vitalizi e l’indennità di fine mandato proposto dall’Idv già nell’agosto 2010. Tavolo sancito anche da un ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio regionale nella scorsa sessione di assestamento di bilancio nel luglio 2011 che prevedeva che la questione dei vitalizi sarebbe stata affrontata con priorità sul resto. Prendiamo invece atto che gli impegni assunti ufficialmente dagli altri gruppi non hanno evidentemente valore perché sono stati smentiti dai presentatori di questo emendamento, portato direttamente in Aula. Un tecnicismo che oltre a togliere credibilità ai proponenti, ha soffocato la discussione e quindi la possibilità di affrontare compiutamente il tema (i tempi di intervento in Aula sono severamente contingentati) quasi si volesse far passare in sordina l’operazione.
Un vero peccato, segno che la Casta regionale non è in grado di fare uno scatto d’orgoglio e giustizia sociale, mettere da parte i propri conflitti d’interesse, e spogliarsi degli ingiusti privilegi.
Alessandro Corazza
Documenti in allegato:
- 16 Bis 1
- 16 Bis.0.1
- 16 Bis.0.2
- 16 Bis.0.0.1
- I voti degli emendamenti