Messaggero Veneto 15.01.2010 pag. 2 di STEFANO POLZOT
E’ bufera sulla decisione da parte della giunta Ciriani di nominare, con chiamata diretta, due nuovi dirigenti dell’ente. Il consigliere di Italia dei valori, Fabio Gasparini, ha presentato un’interrogazione con la quale si chiede quali sono stati i criteri che hanno portato all’incarico al trentenne veneto Samuele Grandin.
La nomina di Grandin, che proviene dal Comune di Eraclea, è stata effettuata con ordinanza presidenziale il 13 novembre scorso e il nuovo dirigente del settore Vigilanza ha preso servizio tre giorni dopo. Un incarico che è stato siglato senza concorso perché la giunta ha deciso di avvalersi della norma che consente agli amministratori di poter procedere all’assunzione a termine di dirigenti con chiamata diretta entro il limite del 5 per cento del totale della dotazione organica.
Dopo l’incarico a Grandin, l’esecutivo ha proceduto a nominare Gianfranco Marino nuovo responsabile del
settore Lavoro. Procedure che sono finite all’attenzione del dipietrista Fabio Gasparini (nella foto ndr ), la cui interrogazione a risposta scritta è stata condivisa anche da Angelo Masotti Cristofoli (Libertà civica) e dal capogruppo del Pd, Giorgio Zanin. La preoccupazione è che la scelta sia legata a volontà politiche. «Non vorrei – afferma Gasparini – che la precondizione per diventare dirigenti dell’ente sia il possesso del fazzoletto verde».
Ha stupito l’esponente della minoranza il fatto che l’ordinanza presidenziale di nomina di Grandin non sia stata siglata da Alessandro Ciriani, bensì dal suo vice, Eligio Grizzo. «Sia la lettera di individuazione della persona in possesso dei requisiti, sia quella di incarico – denuncia Gasparini – portano in calce la firma di Grizzo e non quella del presidente come normalmente accade».
La minoranza, inoltre, vuole capire «se c’era una effettiva necessità di un nuovo dirigente e perché non si è ritenuto opportuno avvalersi di personale interno, tenuto conto che il settore della vigilanza ittico-venatoria ha un funzionario con i requisiti adatti». Da qui l’ulteriore domanda: «Quali sono i criteri di scelta e gli eventuali titoli di preferenza relativi al neo dirigente assunto rispetto ad altri curricula eventualmente pervenuti e analizzati per ricoprire il ruolo dirigenziale?». A stupire il fatto «che si tratti di un trentenne, laureato da due anni – continua Gasparini – e quindi con un’esperienza limitata per procedere con l’attivazione del servizio di vigilanza come vuole fare la Provincia».


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