Un piccolo “colpo di scena” ha animato la V Commissione consiliare, riunitasi per esaminare il ddl n.101 intitolato “Semplificazione del sistema normativo. Abrogazione di disposizioni normative”. Il capogruppo di Italia dei Valori Alessandro Corazza ha abbandonato polemicamente l’Aula, annunciando il voto contrario se non verranno stralciate dalla norma tutte le questioni di merito che, secondo Corazza, «rendono questa legge una vera e propria “omnibus” , altro che un disegno di riordino».

«Parlare di semplificazione – accusa Corazza – è solo un modo per ingannare i cittadini con belle parole che però non corrispondono alla realtà di quanto è effettivamente contenuto nella norma stessa, che non fa altro che eliminare disposizioni già tacitamente abrogate oppure la cui efficacia è terminata, o recanti previsioni di interventi puntuali ad oggi compiutamente realizzati».

Inoltre Corazza ha spiegato come vengano ricomprese anche questioni che vanno invece valutate nel merito dalle commissioni competenti, nell’ambito di una legge che riformi la specifica materia di riferimento. In questo senso la Giunta ha presentato un emendamento per togliere dal disegno di legge alcune norme ancora vigenti, evitando così che fossero abrogate. Paradossalmente, però, il centrodestra non ha voluto sostenere un analogo emendamento a firma di Corazza, Tesini e Travanut.

L’emendamento voluto da Corazza e sostenuto dalla sola opposizione, andava a togliere dall’abrogazione una disposizione in materia di parchi e riserve naturali regionali che la Giunta voleva invece abrogare. «Se di riordino del sistema normativo bisogna parlare, allora non è ammissibile che all’interno di un disegno di legge come questo vi finiscano invece norme tutt’ora vigenti e applicabili che entrano su questioni di merito, come ad esempio, appunto, l’individuazione di alcuni parchi e riserve naturali protette dalla legge regionale, che invece oggi è stata abrogata.

Così facendo, sono uscite dalla tutela dell’art. 70 della LR 42 del ’96 il fiume Livenza, la zona pedemontana pordenonese di Budoia e Polcenigo, parti del monte Mia e Matajur, dove adesso quindi mancherà una legge regionale che ne vieti la speculazione edilizia.

Corazza annuncia pertanto il voto contrario in Aula a questa legge se non verranno stralciate dalla norma tutte le questioni di merito che rendono questa legge più una “omnibus” che un disegno di riordino.