
Con una interrogazione urgente, che troverà risposta mercoledì, il capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale Alessandro Corazza ha raccolto l’appello di Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf che nei giorni scorsi aveva fatto notare alcune incongruenze rispetto al permesso concesso per la caccia alla rara specie della Coturnice.
«Atteso che è stato concessa la possibilità di abbattere un totale di 5 capi nelle riserve del tarvisiano, della Carnia e della Pedemontana, com’è possibile controllare che non ne vengano uccisi più di 5 nella stessa giornata?» La normativa peraltro, modificata un anno fa con la legge di manutenzione, ha abolito l’obbligo per il cacciatore di segnare immediatamente sul tesserino di caccia il capo abbattuto, rendendolo obbligatorio solo a fine giornata, facendo diventare quindi ancor più difficile un controllo sui capi realmente abbattuti. Attualmente in Regione vivono 880 esemplari di coturnice di cui solo 445 in età pre-riproduttiva, e quindi meno di 225 coppie.
«Quali azioni ha intrapreso la Giunta - ha chiesto Corazza - per assicurare che venisse rispettato il limite dei 5 capi abbattuti, anche in termini di comunicazione alle e tra le riserve e i cacciatori?».
L’interrogazione si conclude con la richiesta da parte dell’esponente dell’Italia dei Valori che «nel caso il numero non fosse stato ancora raggiunto e se si confermasse l’impossibilità di un controllo puntuale che permetta di limitare la quantità di capi abbattuti a quello previsto, di procedere con la chiusura anticipata della caccia alla specie coturnice».

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