Messaggero Veneto, Pordenone, 22 gennaio 2009
Offerte a Colussi e Corazza che rifiutano. Asso nella manica di Rc
VERSO IL VOTO IN PROVINCIA
Oggi nuovo vertice della coalizione per tentare l’accordo. Cittadini e Idv confermano il no alle primarie dei democratici
Negro (Rifondazione): non abbiamo pregiudiziali nei confronti dei due sfidanti presentati dal Pd ma prioritaria è l’intesa sul documento di programma
Nuovo appuntamento del round di incontri del centro-sinistra, nel tardo pomeriggio di oggi, per cercare di trovare un’intesa su programma e candidature alle provinciali che si terranno probabilmente il 6 e 7 giugno. La quadratura del cerchio è ancora distante e a testimonianza di ciò, oltre ai due candidati del Pd, Giorgio Zanin e Sergio Chiarotto, i cantieri sono aperti per trovare delle alternative.
Una di queste è quella del consigliere regionale di Cittadini, Piero Colussi, che sarebbe stato sollecitato a scendere in campo all’interno del suo stesso movimento. Un invito che però viene declinato dallo stesso, rieletto solo pochi mesi fa in consiglio regionale, anche se non c’è una incompatibilità di candidatura col ruolo a Trieste, che si manifesterebbe solo dopo un’eventuale elezione.
Altro nome che è circolato in questi giorni quello del suo collega di gruppo, Alessandro Corazza. «Sono abituato a interpretare la politica seriamente – replica – per cui sono stato eletto in Regione e intendo portare a termine questo mandato che mi hanno affidato gli elettori».
Italia dei valori, da parte sua, come Cittadini, conferma la volontà di non partecipare alle primarie che il Pd ha convocato, nel corso dell’ultima assemblea provinciale, l’8 marzo. «Non riteniamo che questo sia il metodo - continua Corazza – per cui valuteremo cosa succede nella coalizione».
Attendista pure la posizione di Michele Negro, segretario provinciale di Rifondazione comunista. «Allo stato – sostiene – la discussione in atto è sul programma: noi abbiamo presentato un nostro documento, il Pd un altro. Ci sono molte convergenze e alcuni aspetti da approfondire. Esaurita questa fase, a quanto pare nei primi giorni di febbraio, discuteremo delle candidature».
Negro afferma che non c’è una posizione pregiudizialmente contraria ai due candidati dei democratici: «Sia Zanin, sia Chiarotto – sottolinea Negro – sono persone apprezzabili. Attendiamo chi sarà il vincitore delle primarie per verificare se ci sono le condizioni di un accordo». Rifondazione comunista ha comunque un proprio asso nella manica: «Un candidato ce l’abbiamo – continua Negro – ma non intendiamo “bruciarlo” in questo momento. Se non ci sarà un’intesa nel centro-sinistra, andremo avanti per la nostra strada».
Nel Pd, peraltro, anche dopo l’assemblea che ha sancito le primarie, non tutti sono d’accordo nel perseguire questa strada: il rischio è di rompere la coalizione presentandosi deboli al corpo elettorale. La vicenda è molto complessa è affidata anche alle dinamiche interne tra la componente di Chiarotto e quella che fa capo a Zanin, tenendo in considerazione anche le istanze degli altri partiti della coalizione, da Sinistra democratica ai Verdi fino al Partito socialista.
Stefano Polzot

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