
All’indomani dell’illustrazione del “piano anti-smog” varato dalla Giunta regionale, Alessandro Corazza attacca l’Assessore regionale all’ambiente Luca Ciriani.
Corazza critica la politica attuata dall’Assessore regionale all’ambiente Luca Ciriani che, secondo il Capogruppo di Idv in Consiglio regionale, «non dà risposte strutturali, ma si limita a gestire le emergenze, peraltro con misure quasi inutili come, ad esempio, la chiusura del traffico in città per sole quattro ore pomeridiane».
«La Regione fa una politica dalla doppia faccia» è l’accusa di Corazza: «da una parte licenzia un “piano antismog” - peraltro discutibile sugli effettivi risultati che avrà - e dall’altra rilascia autorizzazioni ambientali ad impianti industriali come il cementificio di Fanna (PN) e l’Acciaieria Fonderia di Cividale (UD), che incrementeranno le emissioni nocive in atmosfera di polveri sottili e altre sostanze anche cancerogene».
«Anche a Pordenone – spiega Corazza – è necessaria una maggior presa di coscienza di quella che è l’emergenza ambientale del nostro tempo e serve più coraggio nell’affrontarla, con interventi di tipo strutturale investendo, ad esempio, in un settore che assume una valenza strategica per dare risposta al problema, qual è quello del trasporto urbano. Ma invece che rafforzare il servizio pubblico, peraltro essenziale per compensare al blocco del traffico automobilistico, il Comune, assieme alla Provincia e ad altri Comuni soci di ATAP, hanno preferito spartirsi due riparti straordinari di dividendi pari a 15 milioni di euro complessivi, sottratti all’azienda, condannando i cittadini a non avere un servizio pubblico adeguato che possa dar risposta alle esigenze di uno sviluppo urbano sostenibile». «Sembra di essere in Inghilterra –conclude Corazza- ai tempi della rivoluzione industriale, senza presa di coscienza dei livelli di inquinamento atmosferico, insostenibili, che comportano gravi rischi per la salute umana e l’ambiente».
«Chi governa dovrebbe perseguire l’interesse generale dei cittadini, tutelando prima di tutto la loro salute e l’ambiente. Dal quadro che emerge invece pare che la politica regionale sia più interessata a tutelare gli interessi economici di pochi e a non rompere certi equilibri di potere».
«Se la Giunta Regionale vuole veramente risolvere in maniera strutturale l’emergenza dell’inquinamento atmosferico, riveda o revochi le Autorizzazioni integrate ambientali rilasciate agli impianti industriali che producono maggior inquinamento atmosferico».
«E se agli amministratori pubblici interessa veramente la vita dei cittadini, dimostrino maggiore coerenza nella loro azione politica e facciano sistema per concordare soluzioni sostenibili».

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