MESSAGGERO VENETO
Martedì, 15 luglio 2008

SACILE. Riflettori di nuovo puntati sul depuratore consortile di Cordignano. La vicenda è finita all’ attenzione della Prefettura di Pordenone, la quale, nelle scorse settimane, ha inviato una lettera al sindaco Roberto Cappuzzo. Sollecitato dall ‘assessore provinciale alla tutela ambientale, il prefetto chiede al sindaco di fornire notizie sull’ attività di controllo, in ordine a presunte carenze in merito.

Nella missiva Landolfi fa riferimento all’ annosa vicenda concernente un presunto inquinamento scaturente dal non ottimale funzionamento del depuratore consortile, il quale provocherebbe disagi a residenti del comune di Sacile. Si cita anche una petizione sull’ argomento, trasmessa in Prefettura a maggio.
Quello dei controlli è, d’ altronde, un tasto dolente della vicenda che da anni si svolge al confine tra Cordignano (dove è insediato il depuratore) e Sacile, con i residenti in zona (costituiti anche due comitati) i quali periodicamente lamentano disagi e danni all’ ambiente. Il Comune di Sacile, per quanto possibile, ha messo in campo varie iniziative i cui risultati, tuttavia, non sono stati, sovente, pari alle attese. Basti pensare che i verbali sanzionatori emessi dalla polizia municipale guidata dal capitano Luigino Cancian sono stati di recente annullati dalla Provincia di Treviso.
L’ autorizzazione in possesso dell’ impianto riguarda solo lo smaltimento di reflui provenienti dal bacino di utenza e dal Veneto. I vigili sacilesi, durante l’ attività di controllo hanno fermato “bottini” diretti all’ impianto veneto provenienti dal Friuli Venezia Giulia. Di qui i verbali che, però, la Provincia di Treviso ha annullato facendo riferimento a non precisate priorità. Tarda, inoltre, a decollare la convenzione sottoscritta tra municipalità. Un ritardo che chiama in causa direttamente Cordignano, Comune capo convenzione per la gestione del servizio di sorveglianza in forma associata. La conferenza dei sindaci, cui spetta di elaborare direttive ed indirizzi che dovranno essere attuati dal responsabile del servizio (il coordinatore d’ area del Comune di Sacile), non è mai stata convocata. Uno dei compiti demandati al responsabile del servizio è quello di recepire le direttive generali della conferenza dei sindaci e di elaborare i piani operativi per il funzionamento dei controlli comprese anche le modalità per l’ attivazione dei controlli stessi.
“E’ chiaro - sottolinea l’ assessore all’ ambiente del Comune di Sacile, Antonello Bontempi - che se non riceve ordini il comandante Cancian si trova nell’ impossibilità di intervenire. Fintanto che il sindaco di Cordignano non provvede a conferire con il sindaco Cappuzzo, per elaborare direttive ed indirizzi che dovranno essere attuati dal responsabile del servizio, la convenzione resterà lettera morta con tutte l conseguenze del caso”.

Mario Modolo