SAN VITO. Spazi ridotti e personale insufficienti per l’endoscopia all’ospedale di San Vito, servizio che non può ancora usufruire della nuova sede. Lo segnala il consigliere comunale dell’Italia dei valori Salvatore Callea, ricordando ancora le questioni legate all’Utap e al nuovo gruppo di sale parto. Prese di posizione del medico ed esponente dipietrista che non mancheranno, ancora una volta, di far discutere. ENDOSCOPIA. «La nuova struttura, situata accanto al nuovo magazzino della farmacia – afferma Callea –, si trova ancora in alto mare. Questo è molto grave, perché il personale addetto a questo servizio, medico e infermieristico, è costretto a lavorare in condizioni non ottimali nella sede attuale». Quest’ultima, posta nel reparto di Chirurgia, presenta «spazi angusti e stretti – continua –, personale infermieristico bravo ma insufficiente, strumenti e attrezzature inadatti a garantire una continuità assistenziale per tutto l’anno e mancanza di adeguati spazi per i pazienti sia nel pre sia nel post-esame». L’appello è rivolto all’Azienda sanitaria affinché «dia indicazioni certe per migliorare le attuali condizioni e per una accelerazione nel portare a termine il nuovo servizio». SALE PARTO. A luglio, il direttore generale dell’Ass 6, Nicola Delli Quadri, aveva confermato che il nuovo gruppo parto sarebbe stato inaugurato entro l’anno. «Il direttore generale ci farebbe un grande regalo per le festività – ironizza Callea –, ma poiché ci sono stati molti annunci simili in precedenza, cerco di stare con i piedi per terra e aspetto i fatti: se così sarà, ne trarranno beneficio tutta la comunità e gli operatori sanitari». Si era già rilevato, infatti, come l’apertura delle nuove sale sgraverebbe quelle utilizzate ora. UTAP. Non soltanto lavori ancora da ultimare, ma anche da avviare. Callea fa l’esempio della nuova sede dell’Unità territoriale per l’assistenza primaria, «per la quale sono stati messi a bilancio nel capitolo degli investimenti ben 200 mila euro (150 nel 2007 e 50 nel 2008)». Il dipietrista ricorda il progetto di inserirla sotto la sede dell’hospice, «mentre oggi l’Ass 6 paga l’affitto a un privato per un ambulatorio in piazza del Popolo con vantaggi e svantaggi del caso». Per una serie di ragioni (tra cui il lavoro di gruppo dei medici, gli sgravi per i carichi del pronto soccorso) Callea si dice d’accordo: «Entro il 2010 dovrebbe nascere la nuova sede secondo il progetto originario, in realtà sarà da verificarne la praticabilità». Andrea Sartori (Il Messaggero Veneto, 27-9-09)