Il consiglio provinciale di mercoledì scorso si è concluso all’ottavo dei 15 punti all’ordine del giorno per la mancanza del numero legale.Questi in breve i fatti.Dopo aver discusso per quasi due ore su interpellanze e mozioni presentate dalla minoranza, si è passati alla votazione sulla modifica del Regolamento relativo al neocostituito corpo di Polizia Provinciale.Ricordo che già in passato erano state presentate una serie di interrogazioni dal sottoscritto, assieme a Giorgio Zanin (Partito Democratico) e Angelo Masotti (Libertà Civica), circa la persistenza di forti dubbi sulla legittimità dell’assunzione a chiamata diretta, fuori pianta organica, del dirigente del settore caccia e pesca (nonché comandante della Polizia provinciale) Grandin.Il quesito era e rimane: quali garanzie di terzietà e imparzialità può dare un dirigente della provincia assunto senza concorso pubblico e che ha svolto la pratica forense presso lo studio dell’avvocato del consigliere provinciale Bortolotti?Ebbene, nonostante tutto ciò, ieri il consiglio provinciale era chiamato a votare un’ulteriore stortura regolamentare ovvero dare la possibilità al comandante della Polizia Provinciale, il predetto Grandin, di poter procedere alla nomina di un vice comandante, in assoluta libertà, senza essere vincolato ad alcun criterio di ruolo o anzianità stabilito dai profili professionali di inquadramento del personale già esistente in seno alla Polizia Provinciale.In pratica: la politica ha scelto, senza nessun concorso pubblico, bensì a chiamata diretta, il comandante della Polizia il quale a sua volta potrebbe scegliersi, senza alcun vincolo di graduatoria e profilo professionale già esistente in seno al corpo, un vice comandante a sua discrezione.E’ evidente che tutto ciò non farebbe che alimentare i dubbi sull’indipendenza del corpo di Polizia.Appena il Presidente del Consiglio ha chiamato il punto all’ordine del giorno, stante l’assenza di 5 consiglieri di maggioranza (Francesconi e Della Mattia del PDL, Cella dell’UDC, Zanusso e Turchet della Lega Nord) ho dichiarato che per la mia contrarietà a queste modifiche regolamentari avrei abbandonato l’aula chiedendo la verifica del numero legale. Subito dopo hanno fatto la stessa scelta gli altri gruppi di minoranza, Giorgio Zanin a nome del Partito Democratico e Angelo Masotti per Libertà Civica.Una volta abbandonata l’aula da parte degli 8 consiglieri di minoranza, il Presidente del Consiglio non ha potuto far altro che constatare l’assenza del numero legale (che a norma dell’art 18 del Regolamento consiste in 12 consiglieri, escluso il Presidente della Provincia) e ha dovuto dichiarare chiusa la seduta.Le modifiche del regolamento non sono quindi state approvate e se dovessero venir riproposte nel prossimo consiglio provinciale troveranno ancora una ferma opposizione da parte di Italia dei valori che ritiene un principio fondamentale il fatto che i vertici di un corpo di Polizia debbano essere super partes e trovarsi in posizione di assoluta terzietà rispetto ai gruppi politici presenti nell’ente dove operano. Fabio GaspariniConsigliere provinciale Italia dei Valori
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