Non si deve neanche prendere in considerazione l’idea sorta in queste settimana, e alimentata in questi ultimi giorni, sulla possibile costruzione di un impianto di incenerimento dei rifiuti nella Zona Industriale Ponte Rosso.La zona industriale sanvitese sarebbe, infatti, uno dei siti individuati dalla società “Naonis energia” (controllata in maggioranza da Acegas Aps) per la costruzione di un inceneritore.Mi preoccupano le dichiarazioni del Presidente della ZIPR Giorgio Romano in base alle quale il cda della società che presiede non sarebbe né contrario né favorevole a questa idea, ma vorrebbe comunque avviare un ragionamento per vedere se sussistono le condizioni per la realizzazione.In realtà, a mio avviso, all’opera va detto un secco no per una serie di motivi.Innanzitutto l’impianto di incenerimento dei rifiuti ha necessità di un bacino d’utenza sufficiente e di un numero di rifiuti da bruciare che, attualmente, non c’è.Il rischio sarebbe quello di dover “importare” rifiuti da altre province e regioni per alimentare a casa nostra l’impianto.Senza considerare che San Vito è uno dei comuni in Italia con la più alta percentuale di raccolta differenziata, ben oltre il 70%.I cittadini sanvitesi, che da anni praticano con senso civico la raccolta differenziata spinta porta a porta si vedrebbero così beffati con la costruzione di un inceneritore a pochi metri da casa.Gli organi preposti prima di pensare a simili ipotesi diano poi ampie rassicurazioni ai cittadini sulla salute.Gli studi più avanzati sul settore, infatti, evidenziano che gli inquinanti emessi dagli inceneritori, esplicano i loro effetti nocivi sulla salute delle popolazioni residenti in prossimità degli impianti sia perché vengono inalati, sia per contatto cutaneo, sia perché, ricadendo sul terreno, inquinano i prodotti dell’agricoltura e della zootecnia.Chi si rende possibilista alla costruzione di tale opera dimostra una totale insensibilità per le questioni ambientali e per gli interessi della cittadinanza, anteponendo a tutto ciò motivazioni esclusivamente economiche.Infine un’ultima considerazione: non vorrei che i cittadini sanvitesi venissero presi in giro e subissero il “ricatto” di dover accettare a casa propria l’inceneritore per vedersi sbloccare dalla Regione l’opera della circonvallazione.
Questo non sarà possibile e mi batterò in tutte le sedi perché ciò non accada, augurandomi inoltre che anche l’amministrazione comunale ricorra a qualsiasi mezzo per bloccare la nascita dell’inceneritore.
Fabio Gasparini
Consigliere provinciale - Capogruppo
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