Si è tenuta oggi l’analisi in V Commissione delle proposte di legge sulla riduzione del numero dei consiglieri regionali. Alessandro Corazza ha rappresentato alla commissione la posizione dell’Italia dei Valori, criticando come in realtà si stia affrontando il tema della riduzione della rappresentanza democratica, anziché quello dei costi della politica.

«Se l’obiettivo è quello di tagliare i costi - ha spiegato Corazza - allora sarebbe bastato tagliare le indennità e cancellare i vitalizi. Se invece doveva essere una risposta alla crisi della politica, anziché risolverla la si aggrava. Si maschera da riduzione dei costi della politica una manovra che invece altro non farà che rafforzare la “casta”: Riducendo il numero dei consiglieri regionali si allontanano ulteriormente la società civile, le donne e i giovani dal palazzo a favore dei professionisti della politica che hanno guadagnato posizioni di potere consolidate nel tempo, a volte in maniera clientelare, che gli permettono di continuare ad essere gli unici eletti».

«Si va a modificare lo Statuto regionale, che è la carta fondamentale sulla quale si basa la nostra Regione, sull’onda delle dichiarazioni programmatiche del Presidente Tondo, che avevano tutta la parvenza di inseguire un facile consenso elettorale, non tenendo conto dei motivi che hanno determinato l’attuale assetto, come ad esempio:

  • le maggiori competenze di una Regione a statuto speciale come la nostra (sanità, trasporti, enti locali) rispetto a quelle a statuto ordinario, per cui il criterio demografico non è sufficiente;
  • l’auspicata abolizione delle province che determinerà il trasferimento di ulteriori competenze alla regione e ai comuni;
  • la funzionalità del Consiglio regionale, che avendo meno consiglieri disponibili a partecipare ai lavori delle numerose commissioni produrrà un rallentamento dei lavori e una minore qualità degli stessi;
  • l’esigenza di ricambio generazionale e della classe politica, garantita dal limite ai mandati e dalla possibilità concreta per tutti i cittadini di poter essere eletti».