Il Presidente del Gruppo consiliare regionale dell’Italia dei Valori Alessandro Corazza ha bocciato oggi in VI Commissione consiliare la legge di modifica delle attuali normative sul welfare, approvate nel 2009 dal Consiglio regionale e che individuavano i requisiti per l’accesso ai servizi, che la sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime perché creano discriminazioni. «Il disegno di legge proposto dalla Giunta - ha esordito - non pone rimedio all’attuale situazione di discriminazione, così come era negli intenti della proposta di legge che il nostro Gruppo ha presentato assieme ai colleghi di opposizione, ma fa solo un’operazione di maquillage. La maggioranza al Governo continua ad essere schiava dei ricatti interni della Lega Nord, fino al punto di non arrivare a recepire in questo disegno di legge tutti i rilievi della Corte costituzionale e continuando quindi a violare i diritti civili dei cittadini».
Come ricordato dal capogruppo, l’Italia dei Valori aveva attaccato la Lega già durante la votazione sull’assestamento di bilancio di luglio (leggi l’articolo), chiedendo, in maniera provocatoria, che le spese giudiziarie dei Comuni soccombenti in giudizio per aver applicato la tanto discussa norma fossero poste a carico del Carroccio, responsabile di aver imposto una norma «consapevolmente incostituzionale, creata all’unico scopo di alimentare una campagna elettorale permanente che permette alla Lega Nord di sfamare gli istinti più bassi del proprio elettorato». «E’ impensabile - ha proseguito Corazza - che un partito di governo non si prostri alla legalità, mettendo invece la propria volontà politica sopra i principi democratici entro i quali l’azione politica andrebbe ricondotta. Non si può continuare ad accettare delle violenze come quelle che si stanno perpetuando all’interno della maggioranza. I diritti non sono derogabili, non si contratta sui principi sanciti dalla Costituzione. In uno Stato di diritto le sentenze si accettano e si attuano, non c’è spazio per altri ragionamenti politici».
Se l’attuale maggioranza che governa la Regione non ha coraggio di difendere i diritti dei cittadini ma, pur di restare al Governo, preferisce cedere davanti ai ricatti incostituzionali della Lega Nord, è meglio che rimetta il proprio mandato e si ritorni a votare, chiedendo ai cittadini cosa preferiscono. Non ci può essere– conclude Corazza - contrattazione politica sui diritti civili e sui pronunciamenti della Corte Costituzionale».

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