
Si è svolto oggi in aula il botta e risposta tra Alessandro Corazza (capogruppo dell’Italia dei Valori) e la giunta regionale sulla questione del conflitto d’interessi sollevata dal Wwf e raccolta dal Consigliere regionale in capo all’architetto Bortolo Mainardi, Commissario straordinario per la Tav nel tratto Venezia-Trieste e allo stesso tempo membro della commissione VIA statale che deve giudicare l’impatto ambientale dell’opera sul territorio. Corazza nell’interrogazione chiedeva che la Giunta regionale si attivasse presso il Ministero affinché risolvesse la situazione rimuovendo Mainardi da uno dei due incarichi.
Nella risposta, avvenuta per bocca dell’assessore Riccardi che si è limitato a leggere un testo preparato dall’assessore Ciriani, impegnato all’estero, si specificava che il servizio di VIA regionale non ha competenza in materia di nomina dei componenti della VIA statale, cosa mai chiesta né messa in dubbio nell’interrogazione dell’esponente Idv.
«Ne deduco– ha replicato Corazza – che la Regione non solo non ha intenzione di fare nulla per rimediare al conflitto di interessi, ma ne è stata lei stessa l’artefice, in quanto è stato proprio Tondo a indicare il nome di Mainardi con una lettera al Ministero già nel settembre 2010, sapendo che egli faceva parte della Commissione VIA fin dal 2008, ed era anche membro del Cda dell’Anas. Non aver risposto, o meglio, aver risposto in maniera da farci pensare che non abbiano neppure letto la nostra interrogazione, denota mancanza di rispetto per tutti quei cittadini che si aspettano il rispetto delle regole e dei principi sacrosanti che Stato e Regione devono garantire».
Un conflitto d’interessi, quello di Mainardi, che Corazza non esita a condannare in quanto «chi riveste incarichi pubblici deve perseguire l’interesse generale con imparzialità per cui è inaccettabile che questa persona sia da una parte commissario straordinario dell’opera in realizzazione e dall’altra componente della commissione VIA che deve giudicare la compatibilità ambientale della medesima opera che egli stesso deve realizzare. Elementari criteri di ragionevolezza e di correttezza amministrativa imporrebbero che i due ruoli venissero ricoperti da due distinte persone, a tutela dell’interesse generale, e quindi dell’ambiente e della salute umana, mentre la Regione vuole accentrare tutte le decisioni e il potere su un’unica persona che porti avanti la linea del governo per imporla arbitrariamente su tutto e su tutti».
«Se è così che intendete affrontare la questione della Tav in Friuli Venezia Giulia – ha concluso Corazza, rivolgendosi alla Giunta – siete voi stessi che create ed alimentate le condizioni affinché crescano movimenti di protesta e si creino situazioni di rottura tra i cittadini, che giustamente pretendono correttezza, e le istituzioni, che dimostrano di non rispettarla».
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Leggi la risposta della Giunta: risposta IRI 757


