Dopo gli scandalosi compensi dell’anno scorso, e nonostante le ripetute polemiche sollevate nei mesi scorsi, la Provincia di Pordenone ha voluto perseverare nella proposizione della rassegna Culturale Pordenone Pensa.Ancora una volta il Presidente Ciriani e la sua giunta di centro-destra dimostrano la mancanza di buon senso nell’uso di fondi pubblici, prevedendo un finanziamento per il 2010 di 98.000,00 euro da destinarsi a tale iniziativa.Proporrò un’interrogazione al Presidente della Provincia se non altro per evitare le indecenti e immorali retribuzioni ai partecipanti, verificatesi lo scorso anno.I 4.860,00 euro destinati al direttore de Il Giornale, Mario Giordano per la singola partecipazione a un incontro a lui dedicato, e i 2.400,00 euro versati a Giampiero Mughini, volto noto del grande pubblico per la sua partecipazione alla trasmissione calcistica Controcampo sono solo due esempi che gridano, infatti, ancora vendetta.Trovo del tutto legittimo e necessario che alcune associazioni culturali possano promuovere con la partecipazione di esponenti del mondo culturale un programma di incontri, proponendolo a tutto il territorio provinciale. Ma l’atteggiamento di Ciriani di affermare anche attraverso PordenonePensa l’egemonia del centro-destra nella gestione politica, profuma fortemente di narcisa visibilità personale. Al di là dei raffronti con realtà qualitativamente ben più consolidate come PordenoneLegge, che non si è mai colorata politicamente, PordenonePensa nasconde, neanche troppo velatamente, quella strumentalizzazione ai fini di una parte politica che spaccia come iniziativa culturale, un utilizzo eticamente discutibile dei soldi pubblici.Risorse che mai come in questo momento devono essere meglio gestite.Ci saremo forse illusi a credere che dopo una PordenonePensa strumentalizzata a fini elettorali, la manifestazione non venisse più riproposta, ma ci saremmo accontentati che in una fase economica come l’attuale ci fosse stata almeno la decenza di non infierire.  Fabio GaspariniConsigliere provinciale Italia dei Valori