Messaggero di Pordenone, 19 dicembre 2008

Italia dei valori pone tre paletti agli alleati: questione morale, meritocrazia e taglio dei costi della politica
Rifondazione: no all’Udc o corriamo da soli

Sergio Chiarotto: il Pd “ripeschi” in giunta il candidato che sarà sconfitto alle primarie
Il centrosinistra discute sulle primarie in vista delle elezioni provinciali (Sergio Chiarotto propone che l’escluso faccia comunque parte della giunta come esterno) mentre Rifondazione comunista lancia l’ultimatum: se il Partito democratico proporrà alleanze con l’Udc, si troverà costretto a presentare una lista e un candidato proprio e alternativo in Provincia e a Sacile.
Il Pd, spiega il candidato alle primarie Chiarotto, sta «vivendo una situazione drammatica per la sua immagine e per il suo consenso». Per riconquistare le sua credibilità tutti gli amministratori e i dirigenti dovrebbero «certificare onestà assoluta nella vita politica e amministrativa, impegno per l’interesse della comunità anche nella personale vita professionale pubblica». Chiarotto richiama, inoltre, la laicità dello Stato: questo implica che «il contributo e i richiami della Chiesa restano essenziali, ma che lo Stato deve tenere contro della complessità, della pluralità della società e decidere con libero impegno ad interpretare le esigenze comuni». Infine la proposta in vista delle primarie: «Il partito – spiega – assuma l’impegno a considerare paritariamente i candidati e, nel caso di vittoria alla elezioni, che per colui che non riesce vincitore alle primarie ci sia ogni sforzo con la coalizione per il suo inserimento come “esterno” nella futura giunta provinciale».
Si apre anche il caso Rifondazione comunista. Alcuni esponenti del Pd hanno prospettato l’ipotesi di allargamento di alleanze all’Udc: «Tali organiche coalizioni con forze centriste – spiega Michele Negro – sarebbero per noi assolutamente incompatibili. Su argomenti quali la difesa dei servizi pubblici, la laicità e l’uguaglianza dei diritti la distanza tra le posizioni di Rc e della sinistra con quelle di quel partito è troppo ampia per anche solo pensare ad accordi di ampio e lungo respiro». Secondo Negro, «meraviglia che il Pd o parte di esso tenti ancora di superare le difficoltà di coesione interna e di consenso elettorale con operazioni di finta furbizia tattica». Dovessero essere costruiti «castelli elettorali», come «prospettato a Sacile», Rc e la Sinistra europea «non potrebbero prendere nemmeno parte al prioritario confronto programmatico» e si vedrebbero costretti a costruire una lista propria e a presentare una candidatura autonoma sia per la presidenza della Provincia sia per il sindaco di Sacile.
Infine l’Italia dei Valori sulle primarie per le Provinciali. Taglio dei costi della politica, questione morale e meritocrazia sono i principi «inderogabili» sui quali dovrà fondarsi la coalizione del centrosinistra, dice il consigliere regionale Alessandro Corazza. «Senza questi le primarie di coalizione rischiano di diventare l’imposizione di un candidato non rappresentativo». (e.l.)