Gazzettino di Pordenone, 17 dicembre 2008
Respinta la proposta arrivata dal Pd
Gli alleati non intendono “misurarsi”
Pordenone - Sarà il primo “confronto” tra i due candidati interni che il Partito Democratico ha schierato per sfidare il centrodestra alle prossime provinciali di primavera. Questa sera, infatti, alle 20.30 nella sede cittadina del Pd, si riunirà il direttivo del Circolo. Saranno presenti Sergio Chiarotto e Giorgio Zanin. Un primo passaggio necessario anche per analizzare il voto in Abruzzo che hapunito il Partito Democratico con un crollo di circa 12 punti. La preoccupazione è che la stessa cosa possa accadere anche per le provinciali di aprile. Non a caso il Pd da un lato hascongiurato,almeno per ora, le primarie interne, considerate in questo momento pericolose perchè potrebbero ulteriormente inasprire gli animi. Per questo nel corso dell’assemblea provinciale dell’altro giorno è uscita una lineaalternativa, ossia le primarie di coalizione. Un ragionamento, insomma, con i possibili alleati, ossia l’Italia dei Valori, Cittadini, Rifondazione Comunista e Psi. Ma a raffreddare gli animi ci ha pensato Piero Colussi dei Cittadini, che difronte alle primarie di coalizione ha subito rispedito al mittente ogni ipotesi. «Diciamo che sarebbe un passaggiofalsato. È praticamente scontato, infatti, che a votare le primarie ci andrebbero solo gli iscritti e non gli elettori del centrosinistra. Questo in parole povere significherebbe che l’esito avrebbe ben poche alternative: vincerebbe uno dei candidati del Pd. Per quanto ci riguarda, invece, riteniamo di avere in Paolo Panontin un rappresentante forte che a nostro avviso ha tutte le carte in regola per partecipare alla competizione elettorale». Colussi, chiude la partita delle primarie di coalizione e a quanto pare senza appello. «Questo test non è quello più idoneo. Al tavolo - conclude il consigliere regionale - dovremo trovare altri meccanismi per scegliere il candidato». Ammesso e non concesso che i Cittadini accettino l’alleanza con il Pd. Il disco rosso lo alza, però, anche l’Italia dei Valori. «Primarie di coalizione? Non se ne parla. Non è questo il criterio migliore per cercare il candidato che possa rappresentare la coalizione». A parlare è il consigliere regionale Alessandro Corazza che si spinge oltre. «Noi riteniamo che il Pd si debba mettere in gioco e la questione morale vale molto di più di qualsiasi primaria. Quanto accaduto in Abruzzo è emblematico: per noi è fondamentale, una volta stabilito un programma comune, parlare di candidature partendo da un dato imprescindibile, la questione morale dei candidati». Corazza in ogni caso non rompe l’alleanza. «Continueremo a sederci al tavolo perchè l’interesse è quello di battere il centrodestra, ma le primarie di coalizione non ci interessano. Vedremo cosa saprà esprimere il Pd». Porte chiuse, dunque, praticamente su tutti i fronti. Uno spiraglio lo lascia Rifondazione Comunista. «Stiamo aspettando che il Pd ci chiami - taglia corto il segretario Michele Negro - e che ci faccia le proposte. Primarie? Prima dobbiamo parlare di programma».
Ma se nel centrosinistra è notte fonda, anche nel centrodestra per vederci chiaro servono i riflettori. La Lega non molla e il Pdl ha rivendicato la volontà che a competere per la Provincia sia un loro candidato. Questo non significa automaticamente Alessandro Ciriani, anche se in questa fase complicata candidature alternative è difficile proporle. Tavolo del centrodestra in ogni caso rinviato a dopo le festività. Chi invece sembra aver trovato la strada è l’Udc, pronto a sedersi al tavolo del centrodestra. «Con il Pd non c’è alcuna possibilità - spiega Maurizio Salvador - per quanto ci riguarda noi stiamo aspettando la chiamata di Angioletto Tubaro».
Loris Del Frate

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