E’ mia intenzione far approdare con forza la questione dell’utilizzo del CDR-Q come co-combustibile nel cementificio di Fanna nella seduta del prossimo Consiglio Provinciale.La questione della combustione dei rifiuti nei cementifici, infatti, ha rappresentato in questi mesi una problematica senza risposte rassicuranti per i cittadini della nostra Provincia, ed in particolare per coloro che vivono nella pedemontana pordenonese.La Corte di Giustizia delle Comunità Europee con Sentenza di data 22.12.2008 ha ribadito, senza indugi, la classificazione del CDR-Q come rifiuto, sostenendo altresì che “il CDR-Q e la sua combustione presentano rischi e pericoli specifici per la salute umana e l’ambiente”.Dopo un’attenta analisi della situazione, ho predisposto un ordine del giorno da discutere al prossimo consiglio provinciale attraverso il quale impegno il Consiglio stesso ad esprimersi, nell’attuale contesto, riguardo alla propria contrarietà in merito all’utilizzo di combustibile CDR-Q ed altri rifiuti nel forno del Cementificio Zillo di Fanna o in qualsiasi altra struttura e stabilimento della Provincia di Pordenone.L’ordine del giorno ha, altresì, lo scopo di impegnare il Presidente della Provincia Ciriani a porre in essere tutti gli atti utili a favorire soluzioni diverse dall’incenerimento dei rifiuti e promuovere tutte le azioni che consentano di minimizzare la quantità di rifiuti e di produzione di CDR e CDR-Q.Ad oggi, infatti, il rischio concreto è che la combustione di CDR-Q, sia potenzialmente molto inquinante a causa dell’emissione di PM10 e, in caso di temperatura di combustione sufficientemente elevata, di diossina.In questo contesto deve necessariamente prevalere il principio di precauzione a favore della salute dei cittadini ed il compito della politica provinciale è quello di tutelare la salute dei cittadini rispetto agli interessi economici che stanno dietro le politiche della trattazione dei rifiuti.Per quanto concerne, infine, la manifestazione che si terrà giovedì a Fanna, bene fanno le comunità locali, visti anche i pronunciamenti delle autorità europee in materia, ad esprimere legittime preoccupazioni per le conseguenze sull’ambiente e sulla salute.Troppo spesso, infatti, ci si dimentica che incenerire non significa far sparire, ma trasformare pericolosamente il materiale introdotto nei forni in emissioni potenzialmente inquinanti e pericolosissime. Fabio GaspariniConsigliere provincialeItalia dei valori
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